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Digital Transformation cambiano i profili aziendali

Alcuni mestieri, quelli artigiani figli della tradizione, sono sempre esistiti e non tramonteranno mai. Nello stesso tempo, all’alba dell’innovazione e dello sviluppo di nuove tecnologie, tante sono state, nell’ultimo decennio, le professioni nate da una vera e propria esigenza di mercato in trasformazione.

Così, per le aziende hanno iniziato a delinearsi e consolidare profili come il “social media manager”, il “vlogger”, il “brand manager”, per citarne qualcuno, tutti specchio di un cambiamento inarrestabile che si nutre del confronto e respinge ogni chiusura involutiva, sebbene per alcuni rimanga inconsapevole.

Ai piani alti sarà sempre più presente la figura del Cdo (il Chief digital officer), con il ruolo di “evangelist” a diffondere il verbo dell’innovazione tecnologica e da “disruptor” a cambiare i paradigmi in ambiti ancora legati al passato. Accanto al Cdo si fa strada anche il “digital factory manager” e i “digital building manager” tra i profili richiesti dall’industria 4.0.

Per il top management questo influirà sui rapporti, in termini di interscambiabilità per clienti, partner e influencer che si troveranno ad operare in un ecosistema aperto e multilaterale. In questo clima le figure direzionali delle aziende dovranno arricchire le loro competenze attraverso il dialogo e la cooperazione, rendendole trasversali e affinandole in relazione alle richieste in arrivo dal business del nostro oggi. Non solo, dovranno anticipare il cambiamento, precederlo sviluppando gli strumenti giusti per essere pronti a gestirlo da attori e non da spettatori passivi, dovranno sentire il vento e in attesa dell’increspatura giusta essere già pronti a cavalcare l’onda di quel che verrà.

L’open source sarà il terreno in cui gli sviluppatori potranno contribuire insieme a ideare innovando.

E’ quanto emerge da uno studio dell’International Data Corporation (Idc), specializzata in ricerche e analisi di mercato, secondo la quale nel 2019 la spesa mondiale in tecnologie per la digital transformation potrebbe superare i 2.100 miliardi di dollari, con una crescita media annuale (Cagr) del 16,8% nel periodo 2014-2019

Da parte delle aziende governare questo cambiamento significherà creare opportunità integrando il nuovo, assorbendolo nel tessuto preesistente, alle volte statico e lento. E in questo scenario sarà fondamentale sostenere la trasformazione dei processi interni, svecchiandoli attraverso soluzioni di smart working che renderanno più semplici i meccanismi di gestione, sia in termini di tempo che di efficienza di sistemi.

Esistono già applicazioni B2B sviluppate per rispondere alla chiamata dell’innovazione che possono rappresentare una vera e propria svolta per le aziende, agevolando, ad esempio, l’accesso in mobilità ai repository aziendali come avviene con Business Book, l’organizzazione e la gestione di consigli di amministrazione, con Meeting Book e l’approvazione e la firma digitale di documenti, con LegalCert Book.

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