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La Camera approva il ddl sul lavoro autonomo

Via libera ieri alla Camera al ddl sul lavoro autonomo. Un disegno di legge che riguarda circa due milioni di lavoratori autonomi presenti in Italia. Sono previste nuove misure orientate in particolare alla tutela della maternità, dei professionisti iscritti agli albi e dei titolari di partite iva.
Trova posto nel provvedimento anche la disciplina dell’esecuzione dello smart working. Non inteso come nuova tipologia contrattuale, ma come “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato” che deve avvenire attraverso un accordo tra le parti interessate” mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici adeguati a poterne garantire la fattibilità dentro e fuori ufficio.

Il ddl stabilisce che il lavoratore agile ha diritto al medesimo trattamento economico rispetto a chi lavora in azienda, nonché di un giorno di riposo: il diritto di disconnessione. Ricordiamo, infatti, che smart working non è sinonimo di minor tempo a lavoro. Anzi le misure in cui le mansioni sono svolte rimangono le medesime. Il lavoratore agile evidenzia tutta una serie di competenze trasversali, soft skill che dimostra di avere con la capacità di svolgere adeguatamente i suoi task altrove, senza vincoli spazio-temporali.

Certo fondamentale è mettere i lavoratori in grado di fare smart working. E’ importante dotarli degli strumenti tecnologici necessari, adottare soluzioni innovative che semplifichino e digitalizzino i processi aziendali interni ed esterni. Tutto per dare loro la possibilità di essere operativi anche a distanza avvalendosi dell’uso di dispositivi mobili, smartphone e tablet.

“Dopo l’approvazione presso la Camera dei Deputati del Disegno di legge che mira, tra l’altro a disciplinare il fenomeno del lavoro agile, auspichiamo che l’iter del provvedimento possa ora completarsi presso l’altro ramo del Parlamento in maniera spedita – commenta Laura Di Raimondo, direttore di Assotelecomunicazioni-Asstel – Da tempo Asstel è impegnata a sostenere lo sviluppo dello Smart Working sensibilizzando il legislatore sull’importanza di disciplinare l’utilizzo di queste nuove modalità di lavoro senza ingabbiarle con regole che stravolgano i valori di flessibilità su cui si basa il suo successo nelle aziende dove già è una realtà affermata”.

Una realtà che rende i lavoratori maggiormente capaci di bilanciare il rapporto vita privata/ lavoro “E’ questa la chiave – conclude il direttore di Asstel – per consentire a tutte le categorie di persone di trovare un appropriato inserimento nella vita attiva”. E speriamo che l’approvazione al Senato sia solo una formalità!

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