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PMI e digitale

PMI e digitale l’ottimismo non manca

Pmi e digitale, due mondi che devono convergere se si vuole accelerare il business delle aziende. Un’integrazione di mezzi e strumenti per svecchiare e sostituire sistemi obsoleti. Processi che si perdono o si trascinano in meccanismi conosciuti, ma passati, lenti.

Ma le PMI ne sono consapevoli? Cosa pensano a riguardo? 804 manager di diverse aree aziendali in 19 Paesi europei hanno risposto all’indagine di Ipsos Mori. La ricerca commissionata da Microsoft ha posto l’interrogativo sulle aspettative e gli approcci delle piccole e medie imprese sulle nuove tecnologie. Il 46% si dice positivo ad accettare il cambiamento superando la percentuale degli scettici che è del 27%. Il 53% ritiene la digitalizzazione sinonimo di automazione. Non intesa soltanto come dematerializzazione, ma anche riferita all’adozione di soluzioni specifiche per il controllo dei processi interni, la gestione dei clienti e l’analisi dei dati.

In relazione allo smart working il 79% dei dipendenti riconosce l’opportunità di ottimizzare i tempi e il 73%, invece, apprezza la flessibilità. Uno scenario che sottintende una maturata consapevolezza delle PMI di fronte al tema. Tuttavia,  a questa serie di riscontri positivi si aggiunge una nota d’amaro. Rispetto agli altri Paesi europei, infatti, l’Italia registra la mancanza di processi strutturati che definiscano le strategie IT. Tra le cause ci sono l’assenza di risorse, budget ridotto e l’abitudine a focalizzarsi perlopiù su priorità.

La ricerca, presentata in occasione del Microsoft Forum di Milano ha comunque evidenziato un generale ottimismo delle PMI sul futuro digitale. “E speriamo che l’ottimismo raggiunga quelli strati profondi in cui il futuro, ancora assopito, si sveglia”. Ma per questo occorre soprattutto la forza dei fatti!

 

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